Un caloroso benritrovati a tutti gli assidui frequentatori del mio blog! ; )
Oggi sono qui per soddisfare le vostre richieste e cominciare con le storie e le descrizioni dettagliate dei miei incontri. Non sapendo bene da quale cominciare, viste le davvero numerosissime sessioni avvenute nell'arco di un anno di attività, opto per uno degli incontri x me più divertenti e appaganti. Mi riserverò di raccontarli in maniera casuale censurando il nome esatto del soggetto in questione in modo da non ferirne l'identità (se non esplicitamente concesso dall'interessato).
Buona lettura a tutti!
Un pomeriggio di Ottobre mi contatta Lorenzo, un farmacista trentacinquenne di Milano, molto educato, posato e discreto, feticista e appassionato di dominazione pubblica, con esperienza media alle spalle, mi scrive in chat di essere disposto a tutto pur di farsi sfruttare finanziariamente da me e godere del mio atteggiamento altezzoso in un incontro dal vivo. Mi diede massima disponibilità oraria a partire da subito e fu da subito molto accondiscendente anche sul piano economico. Dopo esserci scambiati in chat alcune considerazioni sulle modalità dei miei incontri e avendo realizzato la sua piena consapevolezza e fermezza nel voler adempiere qualsivoglia mia richiesta a partire da subito, mi feci dare il suo contatto telefonico e lo chiamai.
La telefonata fu molto breve e concisa, la voce di Lorenzo era timida e a tratti tremolante, il suo volere totalmente sottomesso al mio, gli chiesi che macchina aveva e quando mi disse di avere a disposizione il Porsche Carrera del padre gli ordinai di venirmi subito a prendere sotto casa. Diciamo che questo fu decisamente un punto a suo favore: la farmacia era infatti di proprietà del padre, in una posizione abbastanza centrale a Milano, lo schiavo era quindi benestante di famiglia ma per la sua fattezza fisica (uno sgorbietto magro, occhialuto, bruttino e sfigato) molto sottomesso alla gerarchia femminile in genere.
Mi preparai molto velocemente, una passata di smalto rosso porpora alle unghie, sempre ben curate, sia sulle mani che sui piedi, capelli sciolti puliti, calze velate nere, camicina e minigonna di pelle a vita alta, giacca nera sfiancata, stivale basso in pelle nera come aveva gentilmente richiesto e un tocco di rossetto sulle labbra.
Arrivò puntuale, parcheggiò sotto casa e si presentò alla porta con la testa bassa e le chiavi della macchina in mano. Erano circa le 4 di pomeriggio, il sole intiepidiva ancora le giornate e io scesi tutta bella profumata, ci presentammo e lui ovviamente non si permise di guardarmi negli occhi, parlammo un po' sotto casa e Lorenzo espresse la sua più totale devozione e gioia nell'essere a mia disposizione quel pomeriggio, dandomi ovviamente sempre del Lei, appellandomi con i vezzeggiativi Regina o Padrona, e inginocchiandosi sul marciapiede davanti casa per dimostrare la sua reale sottomissione.
Mi porse, come gli era stato chiesto al telefono, le chiavi del Carrera del padre, io le presi e gli risi in faccia, gli diedi due schiaffi sulla guancia sinistra e mi complimentai con lui per la massima fiducia già dal primo incontro. Gli ordinai di alzarsi, ci dirigemmo verso la macchina, mi aprii la portiera del lato guida come un vero gentiluomo, io adagiai prima la borsa tra i due sedili e mi accomodai al volante della Porsche. Infatti, come già precisato in precedenza in questo blog, la Vostra Regina Greta Moschino ha da sempre avuto un'innata passione per la guida, di auto sportive in particolare. Misi in moto e ci dirigemmo verso il centro.
In macchina parlammo molto e mi confessò, riempiendomi di complimenti, di esser sempre stato affascinato dalle donne prepotenti al volante di macchine costose e mi confermò che quel giro in Porsche con la sottoscritta non se lo sarebbe dimenticato facilmente, vista la mia guida impeccabile e la mia autoritaria e splendida presenza. Attraversammo il centro in direzione Brera e ci fermammo nei pressi di via Pontaccio, parcheggiai, mi rimisi un filo di rossetto sulle labbra, e lui ebbe la cura di scendere e aprirmi nuovamente la portiera. Chiusi la macchina e mi infilai le chiavi in borsa. Le sue labbra pronunciarono un "Grazie Padrona" a testa bassa, al che gli ordinai di seguirmi camminando x lo meno a un metro di distanza dietro e mi infilai in una delle viette di Brera, fu una bella passeggiata a vetrine con zerbino a seguito.
Gli chiesi di accendermi una sigaretta, e lui si fece purtroppo trovare impreparato, impietrito chiese scusa dicendo che lui non fumava e che non sapeva avrebbe dovuto essersi munito di accendino, io gli diede uno schiaffo in pieno viso davanti a tutti e gli ordinai di infilarsi nel bar a fianco ed andare a comprarlo subito. Fu quello che fece con la coda tra le gambe, tornò mi accese la sigaretta e ripropose il suo "Scusi Padrona". Proseguimmo con la nostra camminata e gli intimai di passeggiare a mano protesa in modo che ogni qualvolta mi servisse un posacenere potessi girarmi e gettare la cenere sul suo palmo.
Arrivammo a piedi nella piazzetta di Santa Maria del Carmine, davanti al negozio di Marc by Marc Jacobs, mi girai sorridendo, lui sporse la mano e gli spensi la sigaretta sul palmo, lui trattenne il fiato fino a che il mozzicone non si spense definitivamente provocandogli una bella bolla in pieno palmo. Mi guardò, ringraziò, e mi seguì dentro il negozio.
Si riservò di rimanere all'ingresso e di lasciarmi il tempo di scegliere ciò che più preferivo. Dopo una consulenza con il commesso, un biondino fisicato e tatuato, un po' stile british come piacciono a me; ), scelgo due t-shirt, un bracciale e due portachiavi per un totale di 80 euro all'incirca, mi giro, sorrido, un breve cenno, lui si avvicina "ha scelto Padrona?" - "sì! vai pure a fare il tuo dovere lumachina!" gli do le cose e lo mando alla cassa a pagare, intrattenendomi col commesso a chiacchierare del più e del meno. aha. Strisciò la carta e si riavvicinò, non si permise di interrompermi fino a che salutai il commesso con due bacini sulle guancie e me ne uscii dal negozio col mio bancomat sfigato appresso.
Mi ringraziò, era felicissimo e in più mi fece molti complimenti per come avevo flirtato con il commesso, io gli risi in faccia e lo feci tornare coi piedi per terra rinfacciandogli invece quanto lui fosse brutto esile e ridicolo al confronto di un "vero maschio".
Ci rimettemmo a camminare, mi accese un'altra sigaretta, passeggiammo in Corso Garibaldi, io al telefono con un'amica e lui dietro come un educato portaborse, ci fermammo in una profumeria e comprammo allo stesso modo black xs for her di Paco Rabanne, profumo che adoro. Ricordo come fosse ieri, la sua espressione soddisfatta da cagnolino felice, mentre mi seguiva con i miei acquisti in una mano e con l'altra protesa x raccogliere la cenere della mia sigaretta. In totale gliene ho spente tre sulla stessa mano, un bel triangolino di bolle rosse ahahah.
Si erano ormai fatte le sei, tornammo alla macchina, tirai fuori le chiavi della sua Porsche dalla mia borsa con grande autorevolezza, attirando gli sguardi dei passanti ovviamente, e lui mi aprì la portiera per farmi accomodare. Tornammo verso casa e le uniche parole che uscivano dalla bocca di Lorenzo, ancora una volta con voce timida e tremolante, erano "Grazie Padrona, davvero Grazie infinite Padrona!".
Parcheggiai sotto casa mia, e gli intimai di tirare fuori il portafogli, me lo porse subito. Dentro c'erano due carte di credito, i documenti e 210 euro in contanti. Spazzolai via i duecento in tagli da 50 per lasciargli i 10 euro del noleggio Porsche (aha), poi tirai fuori la sua patente, lessi a voce alta nome, cognome e indirizzo di residenza dal suo documento, e lo ricattai: avevo la sua identità in pugno, sapevo dove abitava, dove lavorava, avevo guidato la sua macchina, avevo il suo numero di cellulare, un uomo spacciato insomma, tutto il potere nelle mani di una ragazzina 23enne viziata.
Lorenzo a testa bassa annuì e si offri di sfilarmi lo stivale di pelle, glielo feci prima baciare, la punta, poi la suola sporca di strada, feci scendere la zip, ed ecco lì il mio piedino avvolto nella calza velata, profumato dopo due ore di camminata in centro. Se lo è delicatamente spalmato sul viso in modo da apprenderne tutta l'essenza, l'ha baciato con delicatezza e massaggiato come se stesse toccando dell'oro pregiato. Ecco la sua ricompensa. Un'uomo totalmente succube della mia autoritaria personalità, felice di soffocare nella calda e morbida fragranza dei miei piedini sudati dopo un pomeriggio di shopping a sue spese.
Lorenzo tutt'ora mi incontra regolarmente una o due volte al mese nel pomeriggio, in base agli impegni di lavoro. Questo che vi ho raccontato è stato il nostro primo incontro, un uomo in ginocchio che non seppe più rialzarsi.
Greta Moschino.
Welcome!
Un caloroso saluto a tutti voi appassionati bdsm, schiavi devoti e temerarie padrone. Mi ritrovo qui a riassumere le mie consuetudini in un blog, visto che alcune menti invidiose e recidive dopo il quinto ban, su facebook non me lo permettono. Sarà mia cura cercare di riassumere nei primi post una breve presentazione, per coloro i quali non hanno ancora avuto il piacere di conoscermi, leggermi, incontrarmi. Intendo registrare qui, in maniera per quanto mi sarà possibile giornaliera, le mie vicende in fatto di schiavi, contratti, festini fetish e sadomaso. Spero calorosamente tutto ciò possa incuriosirvi e rispondere da sè alle mille domande che ogni qual volta i novizi mi pongono per quanto riguarda le mie passate esperienze. Buona lettura e buona dominazione a tutte/i.
GRETA M.
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oh si mia cara tu entri nei miei pensieri ...insegnami insegnami insegnami,voglio dominare tutto il genere maschile.donna è regina l'uomo la terra che calpestiamo
RispondiEliminawow
RispondiEliminaattendiamo intrepidi altri racconti Miss:)
RispondiEliminaPer me sei solo una malata se ti avessi tra le mani ti sistemerei io codarda contattami troietta va se hai il coraggio. elle.88@live.it
RispondiEliminaPiacerebbe anche a me leccarti il piede dopo una giornata di stivali. Purtroppo non posseggo una porsche, nè il contante. Ho invece la capacità di sciogliere i liquidi della tua amica.
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